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AZZURRO SBIADITO

Pubblicato il 25 maggio 2016

Dopo Roma, Parigi. In mezzo alla stagione sulla terra battuta, quella tradizionalmente più adatta ai nostri colori, l'Italia del tennis si scopre con le armi spuntate. E con una situazione complessiva che non può lasciare tranquilli. Al Foro Italico avevamo vinto una sola partita tra uomini e donne, al Bois de Boulogne finora ne abbiamo portate a casa due, entrambe con le ragazze. Dobbiamo ringraziare Camila Giorgi e Karin Knapp, per aver confezionato una conferma (contro la francese Alizé Lim, in un match che ha messo di fronte due delle bellezze del circuito) e una sorpresa.

 

Proprio Karin merita la copertina del primo turno del Roland Garros 2016, perché è vero che la sua avversaria, Vika Azarenka, è stata chiaramente menomata da un problema al ginocchio, ma è altrettanto vero che la bielorussa, numero 5 al mondo, ha fatto comunque l'impossibile per restare aggrappata alla partita. Si è dovuta ritirare sulla situazione di 6-3 6-7 4-0 in favore dell'altoatesina trapiantata a Roma, ma ha annullato un match-point nel secondo set e prima di alzare bandiera bianca ha pianto dalla rabbia e dal dolore, dando fondo a tutti i colpi vincenti di cui disponeva, pur senza la consueta mobilità. Un atteggiamento bizzarro che peraltro non è una novità, che sarà stato pure coraggioso ma che non è piaciuto a Karin, la quale non ha mancato di farlo notare nel dopo gara.

 

Peraltro, se parliamo di acciacchi, in poche possono essere considerate sfortunate quanto l'azzurra. Tra problemi di varia natura alle articolazioni e un'aritmia cardiaca che le aveva tolto serenità, già ritrovarla pienamente recuperata e in grado di competere con le migliori è una notizia decisamente positiva per il nostro movimento. Per il resto, invece, c'è poco da ridere. Perché Roberta Vinci e Sara Errani, le più attese in questa edizione, hanno bisogno – per loro stessa ammissione – di staccare e ricaricare le batterie, come confermato da un primo turno parigino disastroso. Perché Francesca Schiavone mantiene sì la solita determinazione, ma con un rendimento che giocoforza non è più quello di qualche anno fa.

 

E se parliamo di uomini, la questione si fa ancora più cupa. Fabio Fognini, dopo aver perso in tre set dallo spagnolo Marcel Granollers, ha ammesso di non esserci con la testa, mentre in campo tra un punto e l'altro si diceva cose del tipo: “Ti batti da solo”. Andreas Seppi è ancora in fase di recupero e non poteva pretendere di essere al meglio contro Gulbis, che infatti lo ha superato in tre set. Paolo Lorenzi ha sorpreso in negativo con l'argentino Berlocq, prossimo rivale dell'Italdavis, ma il senese non ha mai trovato nella parte centrale della stagione (causa allergie varie) la condizione migliore. Marco Cecchinato e Simone Bolelli avevano in sorte due tipi tosti come Kyrgios e Nishikori, non hanno fatto una brutta figura e Cecchinato ha pure dei rimpianti per i primi due parziali ceduti 8-6 al tie-break, ma non ci si può appellare solo alla sfortuna. Così l'unico ad aver conquistato un set è stato un lucky loser, il pugliese di Grottaglie Thomas Fabbiano, contro Feliciano Lopez. Troppo poco, per non lasciarsi prendere da un po' di sconforto.