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THE SHOW MUST GO ON

Pubblicato il 16 aprile 2016

Spagna-Italia, spareggio di Fed Cup in quel di Lleida (la città di Albert Costa, ex padrone di Parigi), comunque vada sarà un momento di svolta per il tennis italiano femminile. Sarà una partita che ci farà capire dove sta andando questo gruppo di ragazze che ha fatto la storia dello sport tricolore battendo record su record nell'ultimo decennio. Ancora scossi dall'affaire Giorgi, con Sara Errani dolorante e con Flavia Pennetta ormai fuori dai giochi (e – pare – poco incline a ripensamenti), ci affidiamo soprattutto a Roberta Vinci e a Francesca Schiavone, che insieme fanno 68 anni, 33 e 35. E che di fronte avranno due tipe toste: Garbine Muguruza, numero 4 al mondo, e Carla Suarez Navarro, numero 11. Chi si preoccupa non è un pessimista, è soltanto uno che guarda la realtà e vede come fuori casa, di fronte a due specialiste della terra, fare tre punti sarà un'impresa non da poco.

Detto questo, ci confortano tutte quelle imprese già compiute sin qui dalle ragazze di Corrado Barazzutti, capitano coraggioso capace spesso di scavare nell'orgoglio delle giocatrici fino a trarne qualcosa in più del massimo possibile. Pensiamo alla finale vinta in Belgio nel 2006, partita che aprì questo ciclo straordinario. O ancora quelle sulla Francia e sulla Russia, le avversarie più dure nel percorso che ha portato le azzurre a mettere in bacheca quattro trofei, rimanendo a lungo in cima al ranking di una competizione magari non così popolare, ma che proprio le italiane col loro entusiasmo e le loro battaglie hanno contribuito a far crescere. E hanno sfruttato a loro volta per crescere individualmente.

Esercizio di memoria: quanti ricordano cosa si diceva ai tempi del successo nel 2006? La frase più gettonata, e più indicativa di quanto fosse sbagliato il pensiero dominante dell'epoca, era questa: 'Sì, brave, ma negli Slam comandano altre'. Ebbene, quel gruppo ha saputo produrre quattro top 10, due vincitrici di Slam e altrettante finaliste. E in ognuna di quelle vittorie c'è una parte di un gruppo che ha saputo stimolarsi a vicenda, ha saputo inseguirsi in una gara a chi faceva più progressi, a chi era in grado di superare giorno dopo giorno i propri limiti. Per tutto questo, la partita che si sviluppa tra oggi e domani a Lleida rappresenta un momento di verifica. Mentre cerchiamo ragazze in grado di proseguire questo cammino in un futuro non troppo lontano, dobbiamo guardare la realtà che viviamo oggi per capire cosa può portare ancora, in termini di risultati, il nostro dream team. Una squadra che, comunque vada, avrà lasciato in dono l'eredità più importante: l'esempio. La forza di non credere a chi ti dice: 'lascia perdere, non ce la farai'.