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DJOKOVICPOLIO

Pubblicato il 24 novembre 2015

Il 93,18% di vittorie. “Solo” il 93,18% di vittorie, una percentuale bulgara (termine usato spesso prima della caduta del Muro per descrivere la maggioranza dei voti che riusciva a prendere il Partito Comunista durante le elezioni senza rivali). Novak Djokovic è stato il dittatore della racchetta dell’anno 2015. Gli altri, quando se lo sono trovati davanti, hanno spesso dovuto lasciare il passo al numero uno del mondo. Dal 5 gennaio, giorno dell’inizio del torneo di Doha in Qatar, fino alle Finals di domenica scorsa a Londra è stato un "Djokovicpolio".

Undici tornei vinti su diciassette, tre Slam su quattro, ventidue milioni di dollari guadagnati come montepremi (meglio non contare i contributi degli sponsor). Nole ha totalizzato 471 aces, il 74% di punti vinti con la prima di servizio, ha salvato il 68% di palle break, ha vinto il 56% di punti con la risposta, ha convertito a suo favore il 44% di palle break. Era dal 2006 che non si vedeva un dominatore così prepotente. Nove anni fa Roger Federer vinse a Melbourne, a Londra e a New York ma venne sconfitto a Parigi da Nadal. E proprio il rosso è stato l’unico tallone di Achille del serbo. Visto che è un perfezionista e ambisce sempre a migliorarsi, proviamo anche noi a riavvolgere il nastro della stagione e descrivere gli errori fatti durante l’anno. Premessa d’obbligo: parlare di errori per un giocatore che ha vinto il 93,18% delle partite può sembrare ridicolo. Ma proviamo a farlo.

Quattro giocatori hanno battuto Nole: Ivo Karlovic, Roger Federer (3 volte), Stan Wawrinka e Andy Murray. Salvo la sconfitta contro il nativo di Losanna, tutti gli incontri persi sono stati sul cemento. Certo è che la sconfitta che pesa di più è quella sotto la Tour Eiffel. In Porte d’Auteuil erano anni che sventolava la bandiera spagnola per merito del pluricampeón Nadal. Nole ha affrontato il mancino di Manacor ai quarti di finale e lo ha battuto sonoramente: 3 set a 0, diventando il secondo uomo, dopo Robin Söderling, a vincere dentro lo stadio parigino. La corona di campione era libera ma è andata sulla testa di Wawrinka. Djokovic si è arreso dopo 3 ore e 12 minuti, vincendo solo un set (il primo!) ma cadendo alla distanza, lui che ha fatto del tennis diesel la sua forza. Cosa ha sbagliato? Poco, quasi nulla. È apparso più nervoso, ha commesso qualche errore in più nei momenti chiave ma ha trovato dall’altra parte della rete un avversario degno del trono. Non ha molti punti su cui recriminare. Wawrinka quel giorno era imbattibile anche per Nole.

Diversi i tre match persi contro Sir Roger, uno per stagione: in inverno nella finale di Dubai, in estate nel match decisivo di Cincinnati (torneo che curiosamente Djokovic non ha mai vinto in carriera) e in autunno nel palazzetto di Londra per le Finals. Tre sconfitte e nessun set vinto: 6-3 7-5 per lo svizzero negli Emirati, 7-6 6-3 sul cemento dell’Ohio, 7-5 6-2 sulle sponde del Tamigi. A Dubai Federer ha salvato tutte e sette le palle break (compresi tre set point) avute da Nole, che invece le ha perse entrambe. Il momento decisivo nell'11º game del secondo set, quando, sotto 40-0, il campione di Basilea ha rimontato e strappato la battuta al serbo con uno splendido diritto vincente. Sul 6-5 ha mantenuto il servizio, infliggendo così a Djokovic la prima sconfitta in cinque finali negli Emirati. In Ohio ancora Sir Roger si prende una piccola rivincita dopo la finale persa di Wimbledon. In un’ora e mezza vittoria dello svizzero con un Djokovic al “limite della pazzia” nel primo turno di battuta del secondo set, dopo aver perso il primo parziale: tre doppi falli nello stesso game e addio partita. Decisamente una giornata no. Nelle recenti Finals Nole non è proprio entrato in partita durante il primo match ma quel Federer era imbattibile per chiunque. Si è preso la rivincita, con interessi, nella finale conclusiva di domenica.

A Montreal, il giorno dopo Ferragosto, fu Andy Murray a togliersi un piccolo sassolino. Aveva perso le ultime otto sfide (19 su 27 in totale) e non lo batteva dalla finale di Wimbledon del 7 luglio 2013, giornata storica per il tennis britannico. Tre ore di partita, vittoria per lo scozzese con dedica alla Mauresmo in casa per maternità.

Dell’incontro perso da Djokovic contro Karlovic a Doha c’è poco da dire. Era inizio stagione, Nole ha usato il torneo solo come riscaldamento per Melbourne…