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SCOMMESSE VINCENTI

Pubblicato il 1 luglio 2015

(Quasi) Tutto come previsto. Nella patria dei bookmakers, i primi due giorni di Wimbledon hanno regalato poche emozioni agli scommettitori delle sconfitte, ovvero quei giocatori-pensionati che si vedono fuori dalle ricevitorie con un bigliettino in mano nella speranza che diventi magicamente un tesoro a tanti zeri.

Quanto avrebbe pagato una debacle di Federer al primo turno contro il bosniaco Dzumhur? Tantissimo, non c’è dubbio, ma il sette volte vincitore dell’erba ha pensato bene di passare al secondo perdendo solo sette giochi in tre set. Delusione anche per chi aveva sperato in un prematuro addio di Nadal, di Murray o del nostro Fabio Fognini. Tutti ai propri posti nel tabellone maschile.

Spulciando tra i “gregari”, fa notizia la sconfitta dell’americano Jack Sock. Il biondino del Nebraska, testa di serie numero 31, lascia la terra di Sua Maestà dopo aver perso con Groth. Nuova delusione per il popolo americano che è dal 2003 che non vede trionfare un proprio giocatore in una prova dello Slam. L’ultimo, in ordine di tempo, è stato Andy Roddick, anche lui del Nebraska, terra di grandi lavoratori. A Parigi Sock aveva fatto tanta strada, battendo Grigor Dimitrov e fermandosi solo ai sedicesimi contro Rafa Nadal. Ha giocato un gran torneo anche per suo nonno, gravemente malato. Non sono passati inosservati i messaggi sulle sue scarpe “4uGPa, For you Grandpa. Per te nonno. Purtroppo per Jack, a fine torneo, il nonno si è addormentato per sempre.

Jack da junior vinceva tutto. Ha messo assieme un record di 80-0 con quattro titoli dello stato consecutivi. Nel Nebraska si formano i campioni del domani di football o basket come forma di ribellione contro la povertà. La famiglia di Jack, al contrario, è benestante e ha potuto sostenere la crescita professionale del ragazzo. Lui Wimbledon l’anno scorso l’ha vinto. Non in singolare, ovviamente, ma nel doppio con Pospisil. Ha trionfato a Houston per il suo primo titolo ATP, è top 30 e spera di diventare il riferimento americano dei prossimi anni. Purtroppo, anche a causa di un piccolo infortunio, Wimbledon per lui si è già concluso.

Le sorprese maschili finiscono qua. Altre due teste di serie hanno sofferto ma alla fine hanno messo il loro cognome nel secondo turno: Kei Nishikori e J.W. Tsonga. Entrambi al quinto set, entrambi a fatica, ma entrambi vincenti (il giapponese sul nostro Simone Bolelli).

Diverso il caso delle donne, dove le novità non sono mancate. Non si ferma il periodo nero di Simona Halep. La rumena, dopo una pessima stagione sul rosso (la sua superficie favorita), è stata sconfitta in tre set da Jana Cepelova, in una partita condita da moltissimi errori, soprattutto al servizio. La ventiduenne slovacca, attualmente numero 106 del ranking, continua il suo percorso mentre la Halep cercherà di riflettere sui propri errori con il nuovo coach (non proprio un debutto da ricordare!). Fa le valigie anche Eugenie Bouchard, la bionda finalista dello scorso anno. Non solo fa le valigie ma perde male da una “quasi sconosciuta”, la cinese Ying-Ying Duan.

Curioso il caso della 26enne del Dragone. Già professionista da diversi anni, la rigida Federazione di Pechino le ha impedito di partecipare a Wimbledon nel 2012 per “dedicarsi” ai tornei locali. Quando le logiche politiche usciranno definitivamente dallo sport siamo sicuri che avremo molti campioni con la racchetta e gli occhi a mandorla, sia tra le donne che tra gli uomini.

Chiudiamo con Carla Suarez Navarro. O meglio, chiudiamo con Jelena Ostapenkz, lettone e numero 147 del mondo. È stata lei a lasciare solo due game alla spagnola. L’anno scorso vinse qui il torneo junior, ha praticato per molti anni la danza, si ispira a Serena Williams, è grande amica del connazionale Gulbis e spera di battere al prossimo passaggio la Mladenovic.

Groth-Cepelova-Ying-Ying Duan-Ostapenkz, nomi su cui scommettere.

 

Photo @Getty Image