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IL SORPASSO

Pubblicato il 24 febbraio 2015

Si sono affrontate solo due volte: la prima in America, la seconda in Australia. Il bilancio è in perfetta parità, e rimarrà così per tutta la loro vita tennistica.

 

Steffi Graf e Serena Williams hanno condiviso il rettangolo di gioco nella finale di Indian Wells del 1999 e il secondo turno dell’ATP di Sydney dello stesso anno. La tedesca, leggenda del tennis in gonnella a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, lascerà proprio a fine stagione quando era ancora la numero 3 del mondo e con 30 candeline sulla torta. L’americana, giovanissima con le treccine colorate in testa e le movenze da pantera, stava entrando di prepotenza, insieme alla più elegante Venus, nel circus WTA. Anzi, proprio nel 1999 si aggiudicò il primo US Open vincendo in finale contro la numero uno del mondo Martina Hingis, dopo aver eliminato sul suo cammino la connazionale Lindsay Davenport e Monica Seles, la grande rivale di Steffi Graf.

 

In pratica il 1999 è stato il passaggio del testimone tra l’attuale signora Agassi e la numero uno del mondo originaria di Saginaw, cittadina che ha dato i natali a Serena e alla leggenda della musica soul Stevie Wonder.

Ma se il loro testa a testa rimarrà fermo per sempre sull’1-1, il confronto con gli Slam vinti in carriera no. La ragazza di Mannheim è a quota 22, dal primo successo al Roland Garros del 1987 contro Martina Navratilova all’ultimo, ancora a Parigi, del 1999 contro Martina Hingis. In totale 6 vittorie sotto la Tour Eiffel, cinque a New York, quattro in Australia e soprattutto sette volte campionessa di Wimbledon (senza dimenticare il Golden Slam del 1988 quando si aggiudicò i quattro Major e la medaglia d’oro dell’Olimpiade di Seoul).

Serena, al momento, è a quota 19. Il successo dello scorso gennaio contro Maria Sharapova a Melbourne ha coinciso con il sorpasso su due connazionali ed eterne rivali degli anni ’70: Chris Evert e Martina Navratilova. La bacheca di Serena conta “solo” due vittorie sul rosso parigino, sei equamente divise tra Australia e Stati Uniti e cinque Championships, l’ultimo dei quali datato 2012 contro la polacca Agnieszka Radwanska. Quando è arrivata all’ultimo match è stata sconfitta in quattro occasioni: due volte per mano di sua sorella Venus, una da una minorenne Maria Sharapova e una dall’australiana Samantha Stosur.

 

Per gli amanti dei numeri e delle statistiche Steffi Graf ha l’89,68% di vittorie in una partita dello Slam (278–32) mentre Serena è indietro di pochi punti 87,21% (266–39). Steffi è stata la migliore del mondo per 377 settimane, Serena è a quota 229. L’americana, anche grazie all’evoluzione del tennis moderno e ai ricchi sponsor, ha incassato quasi il triplo della ragazza di Mannheim: oltre 66 milioni di dollari contro poco più di 21.

 

La domanda rimane una sola: riuscirà Serena ad arrivare a quota 22 Slam come Steffi prima di dire addio al tennis giocato? Per Monica Seles, grande rivale della tedesca negli anni d’oro, non ci sono dubbi: “Non solo arriverà a 22 ma andrà anche oltre. A Melbourne ha mostrato uno stato di forma eccezionale: una brillantezza e una solidità mentale che non esistono nel circuito. Se sta bene, in due o tre anni, può battere ogni record”.

 

Serena la prende con filosofia: non pensa ai record, pensa solo a giocare. Si gode la vita (ultima apparizione, in ordine di tempo, alla serata degli Oscar, e non al torneo di Dubai dove era attesa), ha un team consolidato – l’allenatore Patrick Mouratoglou così come l’uomo tuttofare Sascha Bajin – e il DNA della vincente.

Scavalcherà Steffi? Noi scommettiamo per il sì…