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EUROPA AL MASCHILE, ‘GUERRA FREDDA’ AL FEMMINILE

Pubblicato il 28 gennaio 2015

Quattro europei tra i maschi, due donne a testa per Stati Uniti e Russia, con una finale sicuramente senza derby. Le semifinali del primo Slam dell’anno hanno seguito un naturale cammino, con la sola esclusione di SirRoger Federer tra i migliori quattro. Il Rafa Nadal visto in Australia non è sicuramente la miglior versione del maiorchino, ancora in deficit di condizione, battuto agevolmente (e finalmente! dopo diciassette partite) da Tomas Berdych. Il ceco si è meritato la semifinale contro Andy Murray con un cammino senza cadute: non ha ancora perso nemmeno un set. Dall’altra parte lo scozzese ha “zittito” il pubblico di casa con una prestazione maiuscola contro Nick Kyrgios, il giustiziere del nostro Andreas Seppi, splendido nel lottare fino alla fine per un posto tra i migliori.

La parte bassa del tabellone doveva essere (sulla carta) una nuova sfida tra Federer e Nadal, come dodici mesi fa. Sarà invece Berdych-Murray, con il nativo di Wallachisch Meseritsch in vantaggio per 6-4 negli scontri diretti, gli ultimi due vinti consecutivamente sia a Madrid sul rosso che a Cincinnati sul cemento. Sarà una partita speciale per Daniel Vallverdu. Lo spagnolo ha lavorato per diversi anni nel team-Murray con Ivan Lendl, portando Andy alla vittoria dell’oro olimpico di Londra 2012. Da quest’anno collabora con Tomas, un vantaggio tattico in più per il numero 7 del mondo.

Sarà invece rivincita tra Nole Djokovic e StanMan Wawrinka, il primo in vetta alla classifica ATP, il secondo detentore del titolo del 2014 quando ai quarti ebbe la meglio al quinto set proprio contro il serbo. Nole ha lasciato le briciole a Raonic, stesso trattamento rifilato dallo svizzero a Kei Nishikori. Entrambi arrivano in gran forma, forse potrebbe essere considerata una finale a tutti gli effetti per i valori espressi al Melbourne Park. Una partita da gustarsi dal primo quindici.

L’Europa continua a comandare tra gli uomini. Le speranze australiane sono state cancellate da Murray, sebbene Kyrgios abbia mostrato notevoli segni di miglioramento oltre che di esuberanza. Gli Stati Uniti non sono pervenuti, e questo dato è ormai una consuetudine invece che una sorpresa. Quanto sono lontani i tempi di Courier, Agassi o Sampras…

La consolazione a stelle e strisce arriva in campo femminile. Serena è la donna da battere e in semifinale affronterà Madison Keys e non sua sorella Venus. Peccato per la più grande della Williams, apparsa dopo diverse stagioni ai livelli che le competono. La Keys, solo diciannovenne, dovrebbe trovare la giornata della vita per battere Serena. Se volete scommettere cinque euro e diventare milionari puntate sulla ragazza di Rock Island, capace di battere Petra Kvitova, numero 4 del mondo e ultima vincitrice di Wimbledon.

Nella parte bassa si parlerà russo: Ekaterina Makarova contro Maria Sharapova. La prima ha lasciato solo quattro giochi alla più quotata Simona Halep, la seconda cinque alla bella canadese Eugenie Bouchard. Arrivano entrambe con il vento in poppa ma per un posto nella finale di sabato c’è spazio per una sola.

La consolazione italiana arriva dal doppio. E per una volta non è quello femminile di Errani-Vinci ma quello maschile di Bolelli-Fognini. La coppia di Davis sfiderà Jean-Julien Rojer e Horia Tecau nella parte alta del tabellone. È la terza semifinale di Slam: la prima la raggiunsero nel 2011 agli US Open, la seconda a Melbourne nel 2013, quando persero contro i fortissimi fratelli Bryan. 

Riusciranno a raggiungere la vetta di Pietrangeli-Sirolo, vincitori del Roland Garros del 1959? Mettete la sveglia per questa notte e ne saprete di più.

Photo credit: Neale Cousland / Shutterstock.com