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L’INSALATIERA CERCA IL SUO PADRONE

Pubblicato il 20 novembre 2014

Federer ci sarà. La moglie anche, ma questa volta non guferà contro StanMan Wawrinka come ha fatto per la semifinale del Master di Londra. Tsonga è pronto, sarà lui ad aprire le danze domani a Lille per la finale di Coppa Davis 2014, quella che potrebbe portare la Francia al terzo posto assoluto nell’albo d’oro scavalcando il Regno Unito.

 

Nella fredda città vicino al confine con il Belgio tutto è pronto. E la temperatura all’interno del palazzetto sarà tutt’altro che gelida. I francesi, nonostante il fattore campo e la scelta della superficie, sono consapevoli di partire da sfavoriti contro la Svizzera del duo SirRoger-StanMan. Solo grazie al sostegno dei connazionali, qualche passaggio a vuoto del ragazzo di Losanna e le non perfette condizioni fisiche del recordman assoluto di settimane in vetta alla classifica ATP, si può sperare nel miracolo.

 

La Davis racchiude il fascino della competizione a squadre all’interno di uno sport ultra-individualistico. In Davis molti valori vengono alterati perché si respira un’aria diversa dai soliti tornei ATP. Alcuni giocatori letteralmente si trasformano: tutta la Francia spera che questa magia tocchi il braccio di Gael Monfils, numero due transalpino (19 del mondo), che affronterà nel secondo match della giornata un rinato Roger Federer dopo un anno di “convivenza” con Stephan Edberg. Se la Svizzera può schierare campioni affermati (Wawrinka ha vinto il suo primo Slam della carriera quest’anno in Australia, elencare le vittorie di Federer richiederebbe una pagina e mezza dell’articolo) la Francia si presenta sotto rete con “gli eterni incompiuti”: Tsonga, Monfils e Gasquet. I tre moschettieri (quattro se contiamo anche Benneteau) venderanno cara la pelle anche se non sono, numeri alla mano, all’altezza degli svizzeri.

 

Elvetici che non hanno mai vinto la competizione e non hanno mai avuto un duo così forte nella loro storia. Francesi che ricordano ancora con le lacrime agli occhi l’ultima vittoria di Melbourne, in Australia, quando nel 2001 Nicolas Escudé-Sébastien Grosjean-Cédric Pioline-Fabrice Santoro vinsero un po’ a sorpresa sull’erba contro i favoriti di casa guidati dall’ex numero uno al mondo Lleyton Hewitt, spalleggiato sotto rete da Pat Rafter.

 

Federer inseguirà l’unico traguardo che ancora gli manca nel suo lunghissimo albo d’oro, anche a costo di fare qualche piccola infiltrazione di cortisone, lui chi odia così tanto gli aghi e le punture!

 

Palcoscenico atipico per una finale di Davis. Lo stadio Pierre Mauroy, situato a Villeneuve d’Ascq a sud-est della città di Lille, è stato scelto dalla Federazione francese al posto del classico palazzetto dello sport indoor. Qui al posto della terra rossa di solito c’è l’erba fresca, calpestata (con discreti risultati) dalla squadra di calcio locale. Oltre 30.000 spettatori attesi, come fu per la finale di Siviglia tra Spagna e Argentina nel 2011. Allo stadio de la Cartuja le furie rosse vinsero per 3-1, portando nella bacheca la loro quinta insalatiera.

La Francia spera che la magia si ripeta. La Svizzera vuole portare oltre confine il primo sigillo.

Ready? Play.