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POTENZA CECA

Pubblicato il 9 novembre 2014

Terzo successo nelle ultime quattro edizioni, secondo posto assoluto nell’albo d’oro della competizione, una vittoria coronata con una prestazione da vere padrone di casa. La Repubblica Ceca di Petra Kvitova, Lucie Safarova, Andrea Hlavackova e Lucie Hradecka, capitanate da mister Petr Pala, è nuovamente la nazionale campione della Fed Cup, la massima espressione femminile del tennis di squadra.

 

Le tedesche guidate dalla numero dieci al mondo, Angelique Kerber, non hanno potuto celebrare il ritorno al successo della nazionale che un tempo vedeva nelle proprie fila una certa Steffi Graf. La campionessa di Mannheim, insieme alle connazionali Anke Huber e Barbara Rittner, fu l’ultima giocatrice a trascinare i suoi colori al successo. È passata un’eternità.

 

Correva infatti il 1992, il Walstadion Tennis Club di Francoforte fu il campo designato e la stagione era sicuramente più calda visto che si giocò a fine luglio. Niente a che vedere con la O2 Arena di Praga, una superficie veloce dentro al palazzetto e una leggera foschia tra le riva della Moldava.

 

La Repubblica Ceca torna al successo dopo la parentesi azzurra dello scorso anno, quando Errani&C. ebbero la meglio delle russe a Cagliari e si proclamarono per la quarta volta campionesse. Proprio le giocatrici di mister Barazzutti sono state le ultime capaci di battere le cece in una competizione ufficiale. Il 3-1 rifilato a Palermo in semifinale nell’aprile del 2013 assume ancora più valore dopo gli ultimi trionfi in campo internazionale delle ragazze di Petr Pala.

 

Se un tempo le giocatrici in gonnella dell’ex paese di Alexander Dub?ek erano sostenute dalla leggendaria Martina Navratilova, ora la guida del movimento è nel braccio mancino di Petra Kvitova, ultima campionessa di Wimbledon. Una stagione sicuramente da incorniciare per l’attuale numero quattro del mondo sebbene lo stile, la tecnica e la simpatia fuori dal campo non siano per nulla equiparabili alla vecchia Martina pre-caduta del Muro di Berlino.

 

Ma non si vince con la simpatia. Lo si fa con il gioco. Petra è testarda, potente e tenace. Riguardare il punto decisivo del 3-0 sulla Kerber per conferma. Partita durata oltre tre ore, con la ceca in svantaggio per 5-2 nel primo set prima di annullare sei set point e far suo il primo parziale al tie break. Cade e si rialza. Perde la seconda frazione ma recupera nel decisivo terzo set prima di andare a piangere e ballare con le compagne in mezzo al campo.

 

Alle tedesche non rimangono che le lacrime, il ritorno alle finale dopo 22 anni e un po’ di esperienza in più. Riusciranno ad avere la rivincita tre dodici mesi?