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GLUTEN FREE E POP CORN

Pubblicato il 3 novembre 2014

Senza storia. Il numero uno Novak Djokovic si conferma re di Parigi-Bercy (sperando un giorno di diventare anche re di Parigi-Roland Garros, una volta terminato il regno maiorchino di Nadal) e arriva alle Finals di Londra con il vento in poppa.

 

La netta vittoria contro Milos Raonic (6-2, 6-3 in un’ora e poco più di gioco) ha evidenziato, se mai ce ne fosse bisogno, il divario che ancora esiste tra un rappresentante dei Fab Four e le nuove generazioni. Certo, Raonic per arrivare in finale aveva battuto in due set Roger Federer ma le vittorie del canadese, così come quelle dei vari Dimitrov o Cilic, hanno ancora il sapore dell’evento “occasionale”. Se Djokovic è in forma Raonic può solo raccogliere le briciole (e non solo lui).

 

Il serbo neo papà raggiunge le 600 vittorie in carriera – il quinto giocatore in attività a riuscirci dopo Sir Roger, Rafa, Lleyton Hewitt e David Ferrer – nonché il ventesimo Master 1000 in bacheca. Quest’anno ha già portato a casa sei titoli, tra cui ovviamente il prestigiossimo Wimbledon nella splendida finale contro il campione elvetico. Salvo eventi catastrofici manterrà la posizione numero uno a fine stagione, non male per un ventisettenne neo sposo e neo padre. Insomma, cosa volere di più dalla vita?

 

A Londra sarà lui l’uomo da battere. Con Federer impegnato a mantenere i muscoli caldi per il rosso di Lille e la finale di Davis, la percentuale di scommesse dei bookmakers di Sua Maestà per una nuova vittoria dell’uomo di Belgrado sono ai minimi storici: come dire, “Nole, non c’è sei senza sette”. Il giocatore allenato quest’anno da Boris Becker è apparso un rullo, in una forma fisica eccezionale. Sarà l’anello al dito o i pannolini in casa ma la nuova vita lo ha reso ancora più forte.

 

Non è sposata e non ha figli ma lo stato di forma di Flavia Pennetta è altrettanto ottimo. Nonostante non sia arrivata la vittoria del Wta Tournament of Champions di Sofia, ovvero le Finals femminili di chi ha vinto almeno un torneo ma non era tra le migliori otto al mondo, la trentaduenne brindisina ha espresso un gran tennis. Da oggi è numero 13 al mondo, scavalcando in classifica Sara Errani e diventando la miglior italiana in gonnella. E dire che solo due stagioni fa le sue condizioni fisiche facevo pensare anche a un prematuro addio all'attività agonistica. Un peccato non aver coronato tutti gli sforzi con il trofeo ma il sorriso di fine gara vale molto di più. Lei l’anno prossimo ci sarà, e vorrà fare ancora meglio. Meditate gente, meditate.

 

Chiusura doverosa per una giocatrice che ha stupito tutti nel weekend. Senza la racchetta ma con un paio di guanti, Caroline Wozniacki si è presentata ai nastri di partenza della maratona di New York, la più famosa e spettacolare competizione podistica. Non solo si è iscritta ma ha chiuso la corsa con un tempo di tutto rispetto: tre ore e ventisei minuti. E dire che la sera prima era in tribuna per una partita NFL con la sua amica Serena Williams a mangiare pop-corn! Avrà un futuro anche dopo il tennis.

 

Photo credit: IAN LANGSDON/EPA/MAXPPP