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DIGNITOSA RESA

Pubblicato il 12 settembre 2014

Per tutti, tifosi o semplici appassionati, la partita tra SirRoger Federer e Simone Bolelli, valida per il primo punto della semifinale di Coppa Davis 2014 tra Svizzera e Italia, era la classica battaglia di Davide contro Golia. Il capo dei Filistei era ovviamente il nativo di Basilea, l’uomo che ha riscritto molte pagine del tennis moderno dopo il Millennium Bug. Il re giudeo, al contrario, era quel Simone Bolelli titolare un po’ a sorpresa della squadra azzurra di mister Barazzutti.

Dentro il freddo e quadrato palazzetto di Ginevra, teatro del Salone dell’Auto “affittato” dal tennis per il weekend, la storia descritta nel Primo libro di Samuele 17 non si è ripetuta per i colori azzurri. Golia-Roger ha fatto valere fin da subito la sua classe e la sua energia. Acclamato come un monarca della racchetta dai tanti tifosi in maglia rossa accorsi al Palexpo, ha dovuto offrire il suo miglior repertorio per avere la meglio dell’italiano numero 76 del mondo. Nonostante il punteggio reciti 7-6, 6-4, 6-4 la partita tra il bolognese e il più volte iridato di Wimbledon è stata molto combattuta, con Bolelli capace, soprattutto nel primo parziale, di offrire un ottimo gioco. Solido al servizio, molto incisivo con il dritto, costante con il rovescio. Nei momenti decisivi è stato il talento innato del campione a dare la svolta all’incontro. Pochi ma fondamentali colpi, spalmati nelle due ore e diciotto minuti di gioco, hanno portato gli elvetici sull’1-0.

La marea variopinta rossa, tra giovani banchieri in abbigliamento casual ed appassionati vestiti con una tuta a macchie come una mucca, ha così potuto esultare per il primo punto della nazionale guidata dal capitano Severin Luthi. All’Italia resta un po’ di amaro in bocca. Partendo da strasfavoriti (nelle locandine che pubblicizzano la semifinale ci sono solo i faccioni di SirRoger e Stan, segno che gli organizzatori considerano gli azzurri come il due di bastoni a scopa), solo un pizzico di fortuna potrebbe spostare gli equilibri della sfida. 

Oggi Bolelli ha incontrato un Federer molto concreto e motivato. Si muove sempre di più come l’ultimo Edberg – un peccato che i due si siano voluti trovare quando Roger aveva sulla torta già 33 candeline – e vuole essere il portabandiera della sua terra. Il suo palmares è ricchissimo ma non ha mai avuto la sorte di arrivare fino alla finale di Coppa Davis. Pochi minuti fa ha messo il primo tassello. Speriamo che Fognini, impegnato nel prossimo match contro Wawrinka, possa rompere un po’ le uova nel paniere di Ginevra.

Photo credit: IxMaster / Shutterstock.com