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Il bello deve ancora venire

Pubblicato il 1 luglio 2014

Esiste dal 1877 (dal 1884 per le donne) ed è entrato nella sua seconda settimana, quella che consegnerà il premio più ambito. 

Wimbledon non è solo il terzo Slam della stagione, è la storia del tennis. Un racconto che ha visto susseguirsi tanti aneddoti durante il corso degli anni; dal tradizionale bianco delle divise che quest’anno ha vissuto anche le polemiche per il “controllo dell’intimo per le donne” agli orari di gioco, dall’assenza del tie-break nell’ultimo set fino all’aiuto del falcone Finnegan.

Gli inglesi, come padroni di casa, hanno un solo, unico, desiderio: il bis di Andy Murray. Hanno scacciato il fantasma di Fred Perry dopo 77 anni di digiuno ed ora vogliono fare un’abbuffata di trionfi. Non sarà facile ma la cura di Amélie sembra aver regalato molta tranquillità all’uomo di Dunblane. 

Andy vuole rimettere il proprio cognome nell’albo d’oro. Come ha fatto per sette volte Sir Roger Federer (e prima di lui Pete Sampras), o per tre volte consecutive il suo connazionale Fred negli anni ’30 dello secolo scorso. Non vuole invece replicare un altro suddito della Regina, Spencer Gore, il primo vincitore in assoluto della storia del torneo dell’All England, battuto l’anno successivo in finale da William Marshall. 

Murray non è un cattolico praticante. Non lo immaginiamo seduto accanto al suo letto per alcune lodi prima di scendere in campo per il prossimo match contro il bulgaro Dimitrov, il fidanzato di Maria Sharapova. Cosa che invece fece un prete, il reverendo John Hartley, vicario nello Yorkshire, vincitore del torneo dei ciuffi d’erba nel lontano 1879.

La prima settimana di Wimbledon ci ha regalato un altro primato. Marin Cilic, prossimo avversario di Novak Djokovic, ha battuto al terzo turno il ceco Tomas Berdych finendo la partita alle ore 21:38, un record per la storia di Londra per un match outdoor (giocato senza le illuminazioni del tetto), battendo il primato del 1981. Nulla a che vedere con l’incontro più lungo tra John Isner e Nicholas Mahut, durato 10 ore e poi sospeso in perfetta parità e ripreso il giorno successivo. Doppiò ampiamente il record precedente di 112 games e 5h e 12 minuti fra Pancho Gonzales e Charlie Passarel e finì solo 70-68 per il gigante statunitense.

Il tennis è da tempo che si affida all’occhi di falco, una moviola istantanea per i punti più controversi. Forse non tutti sanno che a Wimbledon è stato ingaggiato anche un falcone per sorvolare i campi alle nove del mattino, un’ora prima dell’apertura dei cancelli, per scacciare i piccioni, possibili “disturbatori” dei tennisti. Ah, gli inglesi.

I grandi big maschili sono ancora tutti in tabellone mentre le donne hanno già salutato Serena Williams, Na Li, Agnieszka Radwanska e Ana Ivanovic. La prima settimana è alle spalle, il bello deve ancora venire. 

Photo credit: Stuart Slavicky