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FRAGOLE CON LA PANNA

Pubblicato il 23 giugno 2014

Il cartello “vietato calpestare il prato” è stato rimosso. Giocatori e giocatrici, come bambini diligenti, vestiti di candido bianco come dei chierichetti in Chiesa, inizieranno a rovinare i ciuffi verdi con le loro corse da e verso la rete, oltre che con i colpi di una pallina gialla.
 
Un rito che a Londra si ripete dal 1877, ovvero dalla prima edizione di Wimbledon, l’evento più importante del tennis mondiale. 

L’anno scorso, dopo un digiuno interminabile, un connazionale di Fred Perry riuscì nell’impresa di far esplodere di gioia i sudditi della Regina. Andy Murray, scozzese di nascita, ebbe la meglio in finale su Novak Djokovic e si proclamò campione. Proprio l’idolo di casa ha aperto oggi il programma del campo centrale nella prima giornata di gare. Al belga Goffin solo qualche game e il diritto di poter raccontare ai nipotini “io ho giocato sul campo più importante di Wimbledon”.
 
Calca il terreno anche lo sconfitto dello scorso luglio. Il serbo, recente finalista di Parigi contro Rafa Nadal, sarà testa di serie numero 1 nonostante il suo ranking sia inferiore di una casella, merito (o demerito) di un sistema di calcolo molto british. Bisognerà attendere ancora un po’ per il pluricampione del rosso francese, l’anno scorso battuto al primo turno, e SirRoger Federer, alla sua ultima (o quasi) occasione di ricevere il prestigioso trofeo, già in bacheca nella casa svizzera in sette repliche.
 
Fuori dal quartetto poche novità, come sempre. Se infatti dimentichiamo per un attimo la vittoria di Stanislas Wawrinka agli Australian Open di questo gennaio, era dal settembre 2009 che uno Slam non andava al gruppo Nadal-Federer-Djokovic-Murray.

Sull’erba a pochi passi dal meridiano di Greenwich, l’ultima sorpresa nell’albo d’oro maschile risale al 2001 quando il bombardiere croato Goran Ivanisevic, attuale allenatore di Marin Cilic, vinse dopo essere entrato in tabellone con una wild card, una classifica da 125º al mondo e una scommessa di 150-1 per una sua vittoria. Chi fece quella puntata ora è sdraiato su una spiaggia di Copacabana. 
Sorpresa o tradizione? Le nostre dieci sterline le mettiamo sul quartetto magico, con Rafa un passo dietro i tre.
 
Fu sorpresa con la gonnella nel 2013. Marion Bartoli, dopo mille fatiche e tante botte del padre, coronò il suo sogno. E poi ne fece un altro. Quello di ritirarsi dal circuito perché il suo fisico non ce la faceva più qualche giorno più tardi.
 
A Londra le favorite sono Maria Sharapova e Serena Williams ma non si potranno affrontare in finale perché il tabellone, se i pronostici verranno rispettati, le metterà di fronte ai quarti.
L’americana ha una voglia matta di rifarsi della sconfitta francese contro la Muguruza, la russa vuole sorridere a dieci anni dal suo primo trionfo sull’erba quando il suo volto era già grazioso ma aveva qualche brufolo in più e sicuramente un conto in banca più “leggero”.
 
L’All England Lawn Tennis and Croquet Club distribuirà come sempre grandi partite “spalmate” (pioggia permettendo) per le prossime due settimane. Se non siete a Londra e volete entrare in clima partita non vi resta che accendere la tele e mangiarvi una coppa gigante di fragole con la panna.