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Basta essere alti per avere un buon servizio?

Pubblicato il 20 maggio 2014

 

PETE SAMPRAS, BORIS BECKER, RICHARD KRAJICEK, GREG RUSEDSKI, MARK PHILIPPOUSSIS, MARC ROSSET, MICHAEL STICH, GORAN IVANISEVIC, ANDY RODDICK… COSA HANNO IN COMUNE? LA LORO ALTEZZA VARIA TRA I 188 E I 202 CM. SORGE SPONTANEA UNA DOMANDA: ESSERE ALTI È VERAMENTE UN VANTAGGIO PER SERVIRE AL MEGLIO?

 

«Essere alti è un enorme vantaggio per servire al meglio.» Lawrence Raymond, che ha allenato Fabrice Santoro, Michael Llodra e Albano Olivetti, non ci gira intorno: "È anche importante avere una buona tecnica." Ma non è il solo a difendere questa tesi, anche Marc Rosset dice la sua: "Più sei alto, maggiore è il tuo margine di sicurezza. È una semplice questione di angolazione." Prima di rettificare, a sua volta: "Ma si può servire bene anche senza essere alti 1,98. Roger Federer non è il giocatore più alto del tour ma serve in maniera ottima. Nella sua carriera ha conquistato moltissimi punti di servizio perchè ha delle mosse illeggibili. Sia che tagli, che alzi, che metta la palla al centro o sul corpo, i suoi movimenti sono esattamente gli stessi… Per fare un altro esempio, neppure Fabrice Santoro era così alto, nè il giocatore più potente, ma era molto difficile rispondere alle sue palle…" Dietro il servizio, un gesto un po’ brusco che a prima vista sembrerebbe favorire solo il più alto, si nasconde in realtà una meccanica molto precisa, in cui ogni dettaglio conta.

 

PRIMA E SECONDA DI SERVIZIO

 

Quando si parla di servizio, bisogna prima contraddire una credenza popolare: che l'ace sia la migliore arma di un buon tennista. "Sbagliato, dice Marc Rosset. Gli ace non sono così importanti. Un servizio vincente non è così glamour, non viene registrato allo stesso modo dalle statistiche, ma ti fa vincere ugualmente." Bisogna, però, anche confermarne un’altra: senza la prima di servizio, è difficile se non impossibile vincere un game. "Pete Sampras non ha mai vinto un match con meno del 55% di prime di servizio. Le statistiche lo provano: per vincere una partita bisogna avere tra il 60 e il 65% di prime di servizio" continua lo svizzero. Lawrence Raymond è d'accordo, "servire bene vuol dire essere sopra il 65% di prime di servizio." Eric Deblicker, che ha allenato i migliori giocatori francesi, da Henri Leconte a Richard Gasquet, corregge: "Sulla terra, questa teoria tiene meno. I giocatori spagnoli servono spesso la prima-seconda con molti effetti. La percentuale di prime di servizio non è la stessa e ci sono molti servizi vincenti in meno. Questo è vero specialmente sulle superfici più veloci." E la seconda di battuta? "Per servire bene è prima di tutto fondamentale servire al meglio nella seconda di servizio, altrimenti si è vulnerabili, secondo Laurent Raymond. “È inutile avere solo la prima di servizio." Il servizio è in realtà un'equazione a due incognite interdipendenti che sono complementari tra loro: nessuna delle due è più importante rispetto all’altra.

UN BILANCIAMENTO COMPLESSO

 

I due concordano anche sulla definizione di un buon servizio. Lawrence Raymond è il primo a dire la sua: "Per servire bene , è necessario avere un modo unico per colpire la palla, indipendentemente dall'effetto che si vuole dare". Marc Rosset prosegue: “Alcuni giocatori servono palle molto veloci, ma buttano la palla a sinistra o a destra, la tagliano o la alzano. I loro servizi diventano leggibili e facili da contrastare per l'avversario. Al contrario, se un giocatore riesce a trovare otto aree diverse con uno stesso tiro, rispondere diventa complicato. I giocatori più illeggibili sono Roger Federer, Goran Ivanisevic e Rafael Nadal, che riesce a dare così tanto effetto da rendere difficile una risposta dell’avversario. Ma il loro servizio non arriva neppure a 240 km/h." Lo svizzero, poi, conclude: “Il servizio è un complesso equilibrio tra potenza, calma e velocità di esecuzione. Non è sempre il giocatore più massiccio a servire più velocemente. Quando giocavo ero alto, ma in termini di potenza non ero così forte. Questo, però, non mi ha mai impedito di servire palle veloci." Qui interviene Deblicker per chiudere l’argomento: “Per servire al meglio, devi ottenere tutti i free points che puoi."

 

UNA QUESTIONE DI TESTA

 

Ma Marc Rosset, che ha molto da dire, va avanti e dà la sua opinione un’ultima volta: "Nelle profondità della classifica ATP ci sono giocatori alti più di due metri e che hanno un buon servizio, ma non spiccano il volo perchè la loro percentuale di prime di battuta cala nei momenti più difficili. Non si tratta solo di servire meglio in un match se rimani bloccato 4-4 al tie break… Un grande giocatore è un atleta che ci sta con la testa." E, per concludere, “Atleti come Isner, Karlovic… giocatori come loro, potrebbero fare ace per ore. Ma nel quinto set di otto, hanno veramente la testa per mettere a segno i servizi necessari per vincere una partita?” Game, set e match.