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Ciao Elena

Pubblicato il 5 maggio 2014

Ha chiuso gli occhi, per sempre.
Elena Baltacha, giocatrice britannica del 1983 nata a Kiev in Ucraina e cresciuta in Scozia, non è riuscita a battere un cancro al fegato, il suo avversario più temuto. Ad Elena Balatacha era stata diagnosticata una grave malattia già quando aveva 19 anni ma nonostante questo era riuscita a costruirsi una brillante carriera.

Nel 2010 ha raggiunto la posizione numero 49 delle classifiche ATP, eletta per tre volte la migliore tennista in gonnella del suo paese e per 11 anni tra le protagoniste della squadra di Fed Cup con cui ha disputato 39 match.
Pochi mesi fa, con l’aggravarsi del tumore, ha dovuto dire addio alle partite sotto rete. Elena era nata con il Dna degli sportivi. Il padre, Sergej Balta?a, fu un calciatore della squadra dell’URSS tra i convocati per il Mundial in Spagna nel 1982. Cresciuto nella Dynamo Kiev del colonnello Lobanowski, si è poi trasferito in Inghilterra all’Ipswich Town.
La mamma, Olga, fu un’olimpionica del pentatholon. Dopo il crollo del Muro di Berlino la famiglia Baltacha decide di fermarsi in Scozia, a Inverness, ultima tappa calcistica del padre. Elena capisce che la sua passione è la racchetta e inizia a prendere lezioni da Judy Erskine, la madre del futuro campione di Wimbledon Andy Murray. Dopo la prima diagnosi Elena non molla. Anzi, lotta ancora di più.

?Raggiunge il terzo turno agli Australian Open del 2010 ma deve lasciare il passo a Dinara Safina, sorella minore di Marat Safin ed ex numero uno al mondo. La sua massima gioia non è stata un trofeo bensì l’ingresso in un prestigioso tabellone, quello di casa di Wimbledon, quello delle Olimpiadi. A Londra Elena difese i colori della propria terra sull’erba a cinque cerchi con tanto orgoglio e tanta gratitudine.

Il tennis piange la scomparsa di un’atleta sorridente e solare.

Ciao Elena, ci mancherai.

 

photo credits: Christian Mesiano on Flickr