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UN AMICO DALL’ALTRA PARTE DELLA RETE

Pubblicato il 22 aprile 2014

L’amicizia che ti fa grande nel trionfo. L’amicizia che ti consola nella sconfitta. Il rosso e il lusso di Montecarlo contro il cemento e il freddo della Repubblica Ceca. Una finale tutta svizzera da una parte, la semifinale di Fed Cup dall’altra. 

Stanislas Wawrinka e Roger Federer. Sara Errani e Roberta Vinci (con Camila Giorgia e Karin Kapp). Nel tennis moderno è sempre più facile incontrare dichiarazioni ad effetto del tipo “siamo tutti amici, con lui ho uno splendido rapporto, è veramente un ragazzo d’oro”. Frasi che rasentano il manuale della diplomazia piuttosto che la verità dei fatti. Ci sono state epoche della racchetta in cui i giocatori proprio non si potevano sopportare. Un conflitto sportivo che non sfociava mai in rissa (davanti alle telecamere) ma che non lasciava spazio a dubbi. John McEnroe non sopportava Jimmy Connors, Andre Agassi detestava Muster, reo di avergli toccato i “finti capelli” alla fine di un match, Steffi Graff e Monica Seles non uscivano certo dopo la partita a bere una birra insieme.

Quando si è connazionali la situazione non necessariamente migliora. Le vere e grandi rivalità dello sport nascono da atleti con lo stesso dna e lo stesso inno nazionale: Coppi e Bartali, Mazzola e Rivera, Frazier e Muhammad Ali,… Il tennis non ha fatto certo eccezioni. Detto di McEnroe e Connors – a dire il vero Jimmy non aveva tanti amici nel circuito – qualche anno più tardi, sempre sotto i colori statunitensi, due futuri numeri uno quasi non potevano stare nel corridoio insieme prima di scendere in campo. Erano Andre Agassi (ancora lui) e Jim Courier.

Quello che è andato in scena nel lusso sfrenato del Country Club del Principe Alberto di Monaco è stato un esempio di una vera amicizia compatriota. L’allievo (Wawrinka) che vuole superare il Maestro (Federer) senza rubargli la corona e scappare con il bottino. Una finale tutta Made in Cioccolato mai andata in scena sulla terra rossa di Sua Altezza il Duca di Manacor, Rafa Nadal, sconfitto dal connazionale (toh, che coincidenza) Ferrer e obbligato a lasciare il trofeo dopo anni di dominio.

Wawrinka e Federer si sono allenati insieme, hanno cenato, hanno chiacchierato, avranno condiviso un caffè e il giorno dopo sono scesi in campo. Ha vinto Stanislas, al suo primo Master 1000 dopo il successo dell’Australian Open di inizio anno, ma ha vinto la loro pura amicizia. Nei classici commenti post-gara, un rito vecchio come la pioggia il giorno di Pasquetta, il ragazzo di Losanna era più emozionato che alla fine del match di Melbourne. Ha ringraziato Roger, ha condiviso con lui la giornata come se fossero due amici stressati dal lavoro settimanale che si trovano il sabato a giocare a tennis per allontanare le preoccupazioni da business plan.

L’amicizia è facile da coltivare nei momenti migliori. L’amicizia è il collante essenziale nei momenti di difficoltà. Sara Errani e Roberta Vinci non stanno passando un gran momento di forma. Dopo il successo nel doppio del primo Slam dell’anno, un sorriso che ha coperto le premature sconfitte nel tabellone di singolare, hanno inanellato una serie di brutte prestazioni. Sara è lentamente scesa in classifica, uscendo dalla top ten. Roberta, attuale numero venti del mondo, si è fatta scavalcare da Flavia Pennetta, la ragazza copertina insieme al suo Fabio Fognini.

Sara e Roberta si sono dovute inchinare alla forza delle ragazze ceche nella semifinale di Fed Cup di Ostrava, loro che erano le detentrici del trofeo di Cagliari dello scorso novembre. Troppo forte Petra Kvitova, troppo difficile superare il tennis di Lucie Safarova. Addio finale. Nella stessa camera d’albergo si saranno fatte forza, avranno condiviso i momenti di silenzio e i pensieri per la stagione del rosso. 

Si saranno abbracciate, sicuramente.

Photo credits: facebook.com/MonteCarloRolexMasters