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UN AUSTRIACO AL COUNTRY CLUB

Pubblicato il 14 aprile 2014

Forse è il Country Club più esclusivo del mondo. Certo non ha la tradizione e la rigide regole dell’All England di Wimbledon ma Montecarlo rappresenta il lusso della racchetta con vista sul mar Mediterraneo

Appartiene di diritto alla categoria del Mini-Slam (i Master 1000) ovvero quei tornei così prestigiosi e con un tabellone da star da meritarsi le attenzioni di tutti gli addetti ai lavori, oltre che dei manager multimilionari del Principato di Alberto. 
Ha una storia antica. La prima edizione si disputò infatti nel 1897 e vide l’affermazione del britannico Reggie Doherty, il campione inglese soprannominato “Big Do” capace di affermarsi per ben 6 edizioni, due volte per tre anni di fila, interrotte…da suo fratello, Lawrence Doherty alias “Little Do”, campione nel 1900 e 1901.

Nel Principato il nostro Nicola Pietrangeli trionfò in tre occasioni (1961-67-68) e venne sconfitto solo in finale dallo spagnolo Manuel Santana nel 1966. Il rosso più ricco del mondo fu la casa di tanti campioni: dal rumeno Ilie N?stase a Björn Borg; dal brasiliano Gustavo Kuerten fino a Guillermo Vilas. Rafa Nadal ne fece un piccolo principato di Manacor dal 2005 al 2012 ovvero per 8 stagioni consecutive. L’anno scorso ad irrompere la striscia vincente ci pensò Novak Djokovic, per la prima volta campione della tappa pre-Madrid.

Scorrendo l’albo d’oro si trovano molti specialisti della terra rossa, tanti sudamericani e qualche francese (l’ultimo in ordine cronologico fu Cédric Pioline nel 2000). Una bandiera “anomala” però compare per tre volte: è quella austriaca di Thomas Muster. 

Il campione di Leibnitz, comune a pochi passi dall’ex Jugoslavia, divenne numero uno ATP il 12 febbraio del 1996, poche settimane prima di imporsi per il secondo anno consecutivo nel Principato. La prima volta, nel 1992, sconfisse l’americano Aaron Krickstein, primatista più giovane della top ten maschile con i suoi 17 anni. Poi fu la volta del grande Bum Bum Becker ed infine, proprio nel 1996, trionfò contro lo spagnolo Albert Costa. 

Muster fu ribattezzato "The King of Clay” dato che praticamente disputava tutti i tornei sul rosso. Le sue apparizioni a Londra sul verde manto di Sua Maestà durarono quanto una giornata di sole in Norvegia a gennaio. Eliminato sempre al primo turno. Andò meglio in Australia, due volte in semifinale, e meno a New York, miglior risultato i quarti di finale.

"The King of Clay” vinse 44 tornei ATP di cui solo 3 fuori dal terreno che sporca i calzini. L’apice più bello per il mancino austriaco fu il Roland Garros del 1995 quando in finale vinse contro l’americano Michael Chang completando la “primavera meravigliosa”: portò a casa infatti i trofei di Città del Messico, Estoril, Barcellona, Montecarlo, Roma e Parigi, tutti di fila.

Non furono tutte rose le giornate di Thomas. Nel 1989, a poche ore dalla finale di Key Biscane contro Ivan Lendl, venne travolto da una Lincoln Continental guidata da un 37enne cubano senza patente (Robert Norman Sobie) mentre stava rimettendo le racchette nel bagagliaio. La sua carriera, dopo la rottura dei legamenti del ginocchio, fu messa in serio pericolo. Dovette sudare tantissimo per rimettersi in un forma. Una fatica premiata nel corso degli anni dalle innumerevoli ore passato su un campo da tennis.

Un austriaco “operaio” ma elegante capace di imporsi nel regno del lusso.

Photo Credit: Ferenc Szelepcsenyi / Shutterstock.com