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ADDIO SOLITUDINE

Pubblicato il 10 dicembre 2013

C’era una volta il tennista, giocatore solitario con in mano una racchetta e una pallina. Solo sul terreno di gioco, rosso oppure verde, cercava di vincere la rivalità del suo avversario. Era solo, come un ciclista in sella alla sua bicicletta.

Tanta solitudine però lo rendeva triste. Per crescere e diventare il migliore aveva bisogno di un allenatore, qualcuno capace di insegnargli i trucchi del mestiere. Se ti chiamavi Laver, Borg o McEnroe non ne sentivi troppo l’esigenza ma per tutti gli altri era una necessità. Anche per i migliori. Dagli anni ’80-‘90 i numeri uno hanno deciso di condividere il proprio talento con gente più esperta: Agassi, Sampras o Sir Roger Federer avevano il proprio coach nel salottino vip delle tribune dei palazzetti. 

La tendenza di oggi sembra non accontentarsi più di un solo uomo, bensì avere un clan. Dal fisioterapista, al nutrizionista. Dall’allenatore, al preparatore atletico. Oppure due allenatori.

È il caso, legato a doppio filo, di Richard Gasquet e Milos Raonic, attualmente numero 9 (il francese) e numero 11 (il canadese) della classifica ATP. L’oggetto del contendere? Un italiano, Riccardo Piatti.

Il 55enne originario di Como è stato l’ultimo coach del talento transalpino. La decisione (a sorpresa) di non seguirlo più nel suo percorso professionale ha sorpreso gli addetti ai lavori. Gasquet non si è lasciato scappare l’occasione di mostrare “stupore e delusione”. Il numero uno francese ha presto trovato il sostituto, o meglio, l’altro allenatore: è lo spagnolo Sergi Brughera

Il clan-Gasquet sarà dunque composto da Sébastien Grosjean (attuale co-allenatore) e il nativo di Barcellona. Un legame speciale quello che lega il catalano al paese di Luigi XIV; come da tradizione spagnola Sergi amava giocare (e vincere) sulla terra rossa. Il suo palcoscenico preferito non poteva che essere il Roland Garros di Parigi. Sotto la Tour Eiffel trionfò in due consecutive edizioni: nel 1993, battendo in finale lo statunitense Jim Courier, e nel 1994 nel derby contro Alberto Berasatequi. Dei suoi 14 titoli ATP vinti solo uno non è di colore rosso-terra. Arrivò fino al numero 3 del mondo e vinse una medaglia di argento alle Olimpiadi di Atlanta 1996 sconfitto in finale da André Agassi.

Inizierà a collaborare con Gasquet solo dopo gli Australian Open.

Si diceva di Piatti, che farà? Seguirà la crescita sportiva del gigante canadese Raonic. Inutile dire che non sarà da solo ma farà coppia con Ivan Ljubicic, suo ex giocatore. Come Brughera anche Piatti aspetterà la fine della campagna d’Australia e inizierà a vestire i pantaloncini del clan Raonic da febbraio.

Gasquet-Grosjean-Brugera; Raonic-Ljubicic-Piatti. Quale terzetto farà più strada il prossimo anno nella top ten del singolare maschile? 
Una cosa è però già certa: il francese o il canadese non soffriranno di solitudine.