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NON TUTTE LE CIAMBELLE SONO CON IL BUCO

Pubblicato il 27 giugno 2013

“Due è meglio di uno”. Era lo slogan (in inglese) di una nota marca commerciale per pubblicizzare il suo prodotto tipicamente estivo: il gelato. Non parleremo di “panna e cioccolato” ma prenderemo spunto dallo slogan per descrivere le dinastie familiari nel mondo del tennis.

“Due è meglio di uno” può rappresentare la gioia maggiore per papà e mamme: loro seduti nel box personale di Wimbledon o del Roland Garros mentre i figli, sul campo, si contendono lo scettro di campione, con lealtà naturalmente. Il caso recente delle sorelle Williams è solo l’ultimo di una lunga serie. 

Nella culla e negli anni il fiocco può anche cambiare di colore. Pensiamo alla famiglia Safin, Marat e Dinara, gli unici due fratelli ad essere stati in vetta alle classifiche ATP e WTA. Il “maschietto” raggiunse il vertice nel 2000, grazie alla sua potenza, al suo genio e alla sua sregolatezza. La sorellina ha atteso 9 anni prima di superare in graduatoria Serena Williams, era l’aprile del 2009.

Anche l’Italia, fatte le dovute proporzioni, ha partecipato alle classifiche mondiali con più di un’accoppiata. Da Marcello e Rolando De Bello, negli anni ‘50, ai Panatta, Adriano e Claudio. Dai Mezzadri fino ad Adriana e Antonella Serra Zanetti.

Dentro le calde mura familiari non tutte le ciambelle escono con il buco. Per un fratello che corre e colpisce, guadagna e gioisce, è possibile incontrare il suo compagno di cameretta triste e sconsolato. 

Pensiamo a Marko Djokovic. Posizione mondiale? Numero 657, giusto 656 posizioni sotto il fratello più famoso Nole. Sì dirà, ha solo vent’anni. Quest’anno una sola vittoria in un torneo minore contro un ragazzo di nome Becker (ma senza alcuna parentela con Bum Bum Boris). Potrebbe seriamente abbandonare la racchetta e rituffarsi sui libri.

Ha riscosso più fortune Jamie Murray. Maggiore di un anno rispetto ad Andy, ha intrapreso la strada e la specializzazione del doppio. Vanta 8 titoli e 5 finali, con una miglior posizione come numero 27 al mondo. Non balla mai da solo: in solitario, sul campo, non è mai riuscito a classificarsi prima del numero 800! Nella tavola imbandita di Natale, però, potrà sempre rinfacciare al fratellino più famoso che lui lo Slam lo vinse molto prima! Era il 2007, era l’erba di Wimbledon, era il doppio misto con Jelena Jankovic.

La dinastia Capriati ha vissuto sulle fortune (scostanti) di Jennifer, al secondogenito Steven spetta un record da non raccontare agli amici seduti sulle panchine del parco: il maggior scarto in classifica rispetto alla sorella, ben 1.294 posizioni. La carriera, mai decollata in campo juniores, fu presto abbandonata tra i pro. La sua strada fu quella della Legge e dell’Università della Florida.