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59-1

Pubblicato il 10 giugno 2013

A Roma era una piovosa domenica di maggio. C’erano solo 20 gradi, la torrida estate sarebbe arrivata più tardi, infuocando i sampietrini fino a Ferragosto.
In tutta Italia c’era voglia di vino per la nuova edizione di “Cantine Aperte”, la manifestazione che apre le porte delle aziende più prestigiose e riempie energicamente i bicchieri degli appassionati.
Giorgio Napolitano era Presidente della Repubblica (al primo mandato), Benedetto XVI era ancora Papa in Vaticano.

Domenica 31 maggio 2009. 

Spulciando gli archivi sembra un normale weekend primaverile. Per il tennis è stata una giornata storica con conseguenze tangibili nel tempo.

Quella domenica – quel giorno – un uomo nato a Tibro, contea svedese della Vastra Gotaland, iscritto all’anagrafe scandinava come Robin Soderling, alto 193 cm per il peso di 85kg., sconfigge in quattro set il pluridententore del Roland Garros, un mancino spagnolo: Rafael Nadal.

Il ragazzo di Manacor aveva partecipato per la prima volta al prestigioso Slam d’Oltralpe nel 2005, vincendolo. Fu tanto bravo da farci il vizio e portò il trofeo nella casa delle Baleari anche i tre anni successivi. Nessuno poteva immaginare che quel giovanotto svedese potesse compiere l’impresa (fu sconfitto in finale solo da Federer per la sua unica vittoria sul rosso).

Nessuno poteva immaginare che quel giovanotto svedese è, al momento, l’unica persona che ha battuto Rafa Nadal al Roland Garros. Con la vittoria di ieri fanno 8 trionfi, nessuno mai ha collezionato tanti Slam in un solo torneo (Sampras e SirRoger si fermano a 7 a Wimbledon). Il bilancio tra vittorie e sconfitte al Philippe Chatrier è eloquente: 59-1.

Nella finale (noiosa) del 2013 ha battuto il connazionale David Ferrer senza far fatica, come sempre quando i due si trovano sotto rete. Tre set a zero e 100 punti conquistati sul tabellone. Facile facile. La vera finale quest’anno è stata disputata di venerdì quando il maiorchino ha dovuto faticare, sudare e soffrire per battere al quinto il numero uno al mondo Novak Djokovic, colui che lo sconfisse a MonteCarlo 2013 prima che Nadal imponesse la sua legge, in serie, a Barcellona-Madrid-Roma-Parigi.
Giusto per non dimenticare presto il passato, Rafa è stato fermo 6 mesi lo scorso anno. Rientrato in Sudamerica a febbraio con tanti dubbi per la tenuta del ginocchio ha vinto 6 tornei ed è arrivato in finale in altri 2: pazzesco.

La macchina del tempo, in campo femminile, è completamente diversa. Serena Williams torna regina sotto la Tour Eiffel dopo il primo trionfo del 2002 quando in finale batté sua sorella Venus. Sono passati 11 anni. Se possibile Serena è ancora più forte di allora. La sua forza e la sua presenza in campo sono visibili ad occhio nudo. Nessuna nel tabellone femminile e il 90% in campo maschile ha il talento per batterla. Come Rafa ha vinto consecutivamente in terra spagnola, italiana e francese. Pazzesca.

Da italiani speravamo di elogiare anche il nostro due Errani-Vinci. Purtroppo si sono dovute arrendere alle russe Makarova-Vesnina, dopo solo un’ora e mezza di gioco e un’infinità di errori gratuiti. Peccato.