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BOMBETTA E STERLINA

Pubblicato il 23 maggio 2013

Agli inizi del Novecento era la capitale mondiale della finanza. I traders alla Gordon Gekko di oggi erano rispettabili uomini con la bombetta in testa e il bastone in mano. Il grigio caratteristico del cielo accompagnava le transazioni in sterline (tante) che circolavano lungo il Tamigi. Londra era la città più ricca del mondo.

Poi vennero le guerre mondiali e il cuore pulsante dei mercati si trasferì dall’altra parte dell’Oceano: Wall Street, Manhattan, New York.

La City è però orgogliosa e passa al contrattacco, ad anni di distanza. Abbandona bombetta e bastone per impugnare racchetta e pantaloncini. Niente contrattazioni sui Futures del petrolio ma montepremi per i tennisti. Di Wimbledon, naturalmente. 

Il piatto del prestigioso torneo sull’erba sarà ancor più ricco quest’anno. Non solo per il vincitore ma anche per i suoi antagonisti, maschi e femmine che siano. Il montepremi salirà del 40% – in piena crisi economica – per la gioia dei giocatori e dei suoi “clan” di allenamento. 

La prossima edizione (al via il 24 giugno) conterrà un vero forziere d’oro, il più alto della storia del tennis: 22 milioni e 600 mila sterline. Al cambio di uno dei gazebo con tutte le quotazioni delle valute internazionali, dislocati tra Oxford Street e Piccadilly Circus, fa circa 26 milioni e 500 mila euro, un aumento di oltre 6 milioni rispetto a 12 mesi fa. 
I prossimi SirRoger Federer e Serena Williams, vincitori della passata edizione, riceveranno un assegno (sarà non trasferibile!?) di 1 milione e 600 mila sterline.

La decisione degli organizzatori dell’All England Club non è certo casuale. Come in una partita di poker, il primo ad aver alzato la posta fu l’US Open (New York), seguito, fiches alla mano, dagli Australian Open e dal Roland Garros. 

Londra gioca al contro-rialzo, senza bluffare. I numeri e i soldi sono già sul tavolo (campo) verde. C’è anche un po’ di “democrazia”, se possiamo abusare un momento di questo termine, sulla ripartizione delle banconote con il volto di Sua Maestà. I premi per gli sconfitti al primo, secondo e terzo turno aumenteranno del 60% (del 90% se paragonato al 2011). La semplice qualificazione ai tabelloni viene valutata 27 mila sterline, ovvero uno stipendio medio lordo annuo di un insegnante elementare.

C’è chi storce il naso. Chi grida allo scandalo. Chi si pone il problema del caro-biglietti. Philip Brook, presidente dell'All England Club, assicura che i ricchi premi non saranno elargiti grazie al rincaro dei tagliandi degli spettatori bensì alla firma di un contratto, a molti zeri, con il network cinese CCTV5, lo stesso che si assicurò i diritti mondiali per le scorse Olimpiadi della City. Soldi che verranno anche utilizzati per la costruzione del tetto sul Campo1 a partire dal prossimo anno. 

Soldi, tantissimi soldi.