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Una vecchia spider rossa

Pubblicato il 19 maggio 2013

Giorni fa, tornando a casa dal Foro Italico dopo una lunga giornata di tennis, un rumore ha attirato l’attenzione delle nostre orecchie: il rombo dei motori di un’auto da corsa. Non i nuovi turbo di vetture da oltre 200.000 euro bensì quello delle leggendarie quattroruote dei primi del ‘900, colorati mezzi di trasporto che partecipavano alla storica Millemiglia, da Bologna alla Capitale e ritorno.
La finale del Foro Italico maschile 2013 ci ha regalato un flashback di quella curiosa immagine. Da un lato un giovane e spumeggiante spagnolo, tagliando dell’olio e delle ginocchia fatto la scorsa estate, correva tra le linee del campo appena spolverato dagli inservienti. Dall’altro un nobile della racchetta, con una meravigliosa decappottabile, ma con un limitatore di velocità tarato sui 40 km/h. Nadal correva. Federer era immobile. Punto, set, match e 7º trofeo a Roma per il maiorchino.
Roger era una pietra, con degli occhi assenti e dei colpi mai concretamente lasciati andare dal manico della racchetta. Sir R. soffre come nessuno il tennis e le traiettorie di Rafa. Erano al loro trentesimo incontro. Lo svizzero di Basilea non vince un match sul rosso contro Nadal da Madrid 2009. Un’eternità anche per chi guida un’auto d’epoca dagli interni di assoluto pregio. In un’ora gli spalti si sono svuotati.  Peccato, il pubblico si aspettava un pomeriggio di passione per il tennis. Si è trasformato in una passione personale Made in Swiss.

Cambiamo i pantaloncini con delle gonnelline femminili ma il risultato differisce di poco. Serena Williams vive una seconda giovinezza e ha la capacità di “rullare” le avversarie, finali comprese. Giusto un weekend fa fu la volta di Maria Sharapova, oggi è toccato alla giustiziera della Errani, Vika Azarenka. La statunitense brilla sia grazie al colore fluo della sua maglia sia sotto l’aspetto fisico. Torna a sorridere con il trofeo degli Internazionali 11 anni dopo la prima fotografia. Sembra quasi la parodia del film “Il curioso caso di Benjamin Button”, più passa il tempo più Serena diventa giovane.

Gli IBI 2013 hanno sorriso poco alla squadra azzurra. Decimata fin dalla partenza, ha sperato nel marchio di fabbrica del doppio Errani-Vinci dopo le delusioni personali delle ragazze di Bologna e Taranto. Purtroppo si sono fermate all’ultimo gradino, perdendo in finale con Shuai Peng e Su-Wei Hsieh. Solo un premio di consolazione per le numero uno della specialità.
Cosa ci lascia Roma sotto pelle? Sicuramente la parodia del lettone Gulbis, l’unico vero giocatore che è riuscito ad impensierire Nadal sotto il Cupolone. Il suo dritto è tutto fuorché bello da ammirare ma ha creato i più grandi grattacapi al mancino dell’isola. Certo, l’arroganza di un figlio di papà non ha scaldato i cuori dei tifosi sulle gradinate.
Abbiamo visto molti giocatori cadere sulle proprie gambe e suoi propri acciacchi: Andy Murray e Maria Sharapova.
Abbiamo assistito a un black-out rarissimo del numero uno Djokovic. Ha perso la partita contro Berdych quando stava già uscendo l’acqua calda della doccia dallo spogliatoio. Secondo noi qualcuno dalla Repubblica Ceca ha sabotato gli ingranaggi del campione serbo.
Servirà da lezione, sicuramente.
Sipario sugli IBI, i ragazzi iniziano a smontare le strutture. Arrivederci Roma. È sempre bello raccontare il tennis con te.