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L’ALTRA FACCIA: GLI OUTSIDERS

Pubblicato il 18 maggio 2013

Quelli che non ti aspetti: gli outsiders o, se volete, come dicono in America, gli underdogs. 
Proprio loro, personaggi come Berdych o Paire, semifinalisti tra gli uomini, o come la Halep, semifinalista nel tabellone femminile.
Quello che certamente ha fatto gridare, più degli altri, il fatidico "clamoroso al Centrale" è stato, senza dubbio, Thomas Berdych. In un match che ha coinvolto ed appassionato il pubblico, il ceko ha sorpreso non solo perché ha fatto fuori uno dei maggiori favoriti, Nole Djokovic, ma anche perché perso il primo set e sotto 5-2 nel secondo, e con il serbo al servizio, Tomas sembrava ormai spacciato. Tredici a uno erano i precedenti a favore di Novak. 

Prendiamo invece il francesino Benoit Paire, altro genio e sregolatezza del tennis transalpino, amante del colpo ad effetto e fedele al suo motto: “Se devo giocarmi un punto, preferisco che sia bello. Se mi limito a tirare la palla di là, mi annoio”. A Roma, per la prima volta nella sua carriera, ha raggiunto le semifinali di un master 1000 sbarazzandosi nei quarti dello spagnolo Granollers con un perentorio 6-1, 6-0. A dire il vero Benoit, 23 anni da Avignone,  non era mai andato oltre il terzo turno ma agli Internazionali ha dato dimostrazione del suo potenziale talento portandosi a casa uno scalpo eccellente come quello di Juan Martin Del Potro. Potenziale, dicevamo, perché di Benoit, potenzialmente fortissimo, si raccontano mirabilie ma, ameno fino ad oggi, di certo non si può dire di averlo visto spiccare.

La sorpresa più sorpresa è la rumena Simona Halep, numero 64 del mondo partita dalle qualificazioni che ha messo insieme un percorso netto giungendo sino alle semifinali. Kuznetsova, Radwanska, Vinci e Jankovic le vittime “romane” della ventiduenne Simona, fino a qualche tempo fa, era conosciuta solo e soprattutto per aver drasticamente ridotto il suo prosperoso seno. 
Ma non è tutto. Agli Internazionali ci sono stati altri giocatori che hanno avuto modo di mettersi in mostra. Come il polacco Janowicz o il lettone Gulbis. Partiamo proprio dal ventiduenne di Lodz, un bombardiere che serve oltre i 220 km/h , finora l’unico ad impegnare sua maestà re Roger strappandogli quattro giochi nel primo set e costringendolo al tie-break nel secondo. La domanda, diceva qualcuno, sorge spontanea: Jerzy è solo servizio o c’è qualcosa di più? Lasciamo a voi la considerazione. 

Chiudiamo col ventiquattrenne Ernests Gulbis che al Centrale ha messo paura a Nadal regalando momenti di grande spettacolo. Ernests è spinto da un’irrefrenabile voglia di vincere, di misurarsi con gli altri, molto meno dal voler fare soldi. Del resto considerarlo ricco è solo un eufemismo, visto che ai tornei si presenta col jet privato e che ama ripetere di possedere un elicottero, un sottomarino e un’astronave.  Probabilmente per questo, e non solo, è stato il personaggio più dirompente degli Internazionali, capace di catalizzare l’attenzione dei media sia dentro che fuori dal campo. Come in conferenza stampa quando, in tema con quanto stiamo dicendo, autocandida tra i protagonisti del prossimo Roland Garros: “A Parigi sarò il più forte tra gli outsiders”. Appunto.