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COME PICCOLE PEDINE

Pubblicato il 15 maggio 2013

Il primo giro è stato completato da tutti. O meglio, quasi tutti. Manca Rafa Nadal che troverà sul suo cammino il nostro Fabio Fognini. Le speranze azzurre sono ridotte al lumicino visto che il mancino di Manacor, rientrante dall’infortunio al ginocchio dello scorso anno, sta lasciando le briciole di Pollicino ai suoi avversari. Gli ultimi tre tornei, di colore rosso, sono un esempio significativo: sconfitta in finale contro il numero uno Nole nel ricco MonteCarlo, vittoria agevole in terra catalana a Barcellona, bis in casa a Madrid. 

Si diceva, primo giro completato. Se dovessimo immaginare i giocatori su un tavolo del Monopoli, chi ha posizionato le migliori casette rosse sul tabellone? 

Certamente Nole e SirRoger. Entrambi sconfitti prematuramente sui terreni di Juan Carlos, hanno pensato bene di imprimere una bella tassa di passaggio tra Vicolo Corto e Vicolo Stretto, le prime caselle dopo il via. Il numero uno del mondo è apparso molto sciolto e senza i fastidiosi problemi alla caviglia. L’elegante svizzero ha impiegato meno di 50 minuti per sconfiggere il nostro Potito Starace. Il commento dell’azzurro è più di una sentenza: “Sembrava di giocare contro la Playstation”. Ora che SirRoger si è anche tagliato i capelli sembra un maestrino pronto alla lezione. 
Ps: non sembra invecchiato di colpo di 5 anni?

Ai Bastioni di Gran Sasso ecco le tenute immobiliari (di lusso) di Serena Williams e Maria Sharapova. Le ultime finalisti di Madrid hanno passeggiato con la racchetta per portare le pedine al secondo tiro di dadi. Serena contro la giovane Laura Robson, Maria contro Garbiñe Muguruza Blanco. La siberiana è apparsa più preoccupata di non mettere su chili (“qui a Roma si mangia benissimo, diventerei obesa”) che di imprimere forza ai colpi.

Sul tabellone del classico gioco del 1935 ci sono anche un po’ di pedine azzurre. Poche, ma ci sono. Sara Errani e Roberta Vinci, in modi diversi, possono pensare al prossimo turno mentre le compagne di Fed, Schiavone e Pennetta, hanno dovuto ritirare i loro nomi. In campo maschile Andreas Seppi, come nella rocca monegasca, ha lasciato spazio (fin troppo agevolmente) a Fabio Fognini. Di Starace abbiamo già parlato mentre Filippo Volandri è stato sconfitto con onore e qualche recriminazione dal francese Gilles Simon.

Molti big sono scomparsi tra Corso Magellano e Viale dei Giardini. Tsonga non ha vinto neppure un set contro il polacco Janowicz mentre il numero 2 al mondo Andy Murray, sempre allergico alla terra rossa, ci è ricascato. Uscita a capo chino contro lo spagnolo Granollers; per lo scozzese la terra è un’autentica maledizione: ritirato dopo aver vinto come un leone il secondo parziale sotto di un set. Fermato in infermeria anche lo svizzero Wawrinka per un problema muscolare alla coscia destra, a beneficiarne Alexandr Dolgopolov.

Chi si è impossessato dal famoso Parco della Vittoria, l’ultima casellina prima del Via? Chi  ha sorpreso al primo giro? Un nome su tutti: Richard Gasquet. Il suo match contro Dimitrov, il giustiziere di Djokovic a Madrid, è stato il più bello visto tra le statue del Foro Italico fino a questo momento.

Pedine posizionate, dadi pronti. A chi tocca il prossimo turno? Il cammino verso domenica è ancora lungo e molti non potranno più passare per Viale Costantino.