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L’ISOLA CHE C’È

Pubblicato il 13 maggio 2013

Nell'allegra bolgia del Foro, tra partite in corso, interviste e altro c'è un'isola che, parallelamente al torneo, vive di vita propria. Un'isola dove albergano i sogni e le speranze dei futuri e potenziali campioni del tennis. È il Kids village.

Lì molti ragazzini hanno il privilegio di interagire con i loro idoli della racchetta come Andy Murray, tra i primi quest'anno, a far visita al villaggio.
Naturalmente c'è grande attesa e quando Andy arriva al Kids Village le pulsazioni di tutti i ragazzini salgono alle stelle, insieme a quelle deI genitori che si accalcano fuori dal campo.

Murray si concede volentieri, ha sorrisi per tutti e inizia subito a palleggiare con i campioncini in erba. Tra i primi ecco il piccolo Andrea, qualche scambio e poi, con il cuore in gola, ammette al microfono dello speaker tutta la sua emozione: "È stato stupendo". 

La lunga sequela dei ragazzini si alterna ordinatamente sotto l'attenta guida dei maestri fino ad arrivare al piccolo Andrew, anche lui scozzese come Murray, seppur solo d'origine. 

Andrew palleggia con disinvoltura, mette addirittura in difficoltá il numero 3 del mondo con uno spettacolare tocco sotto le gambe e poi dopo aver incassato i complimenti, come fosse un consumato professionista, rivela in tono perentorio: "Io mi sono allenato". Ovvio.

Terminati i palleggi, come in ogni torneo che si rispetti, per Andy è il momento della conferenza stampa e saranno proprio gli stessi bimbi che hanno incrociato la racchetta con lui, a porre le domande al campione olimpico. C'è anche l'interprete e anche lui è rigorosamente scelto tra i ragazzi.

Che bella giornata per Andrea, Marco, Federico, Maria Vittoria, Cammila, e tutti gli altri.
Vorremmo tanto tornare bambini. No?