blog
home / BLOG / Non tutto si decide a tavolino

Non tutto si decide a tavolino

Pubblicato il 4 ottobre 2012

Segnate queste coordinate: 25°47’53’’ Nord, 124°03’21’’ Est.

Purtroppo per voi (e per noi) non portano a nessun tesoro milionario nascosto negli abissi dall’Ammiraglio britannico Nelson o a un’isola caraibica fatta di pace e palme.

Portano dritto dritto alle Isole Senkaku o Diaoyu, dipende in che lingua avete voglia di leggerle. Sì, perché questo minuscolo arcipelago al largo del Pacifico sta creando una vera battaglia diplomatica tra Giappone e Cina. Sono totalmente disabitate ma circondate da acque ricche di idrocarburi facilmente estraibili. Quindi la battaglia è per i denari piuttosto che per il diritto.

Cosa c’entra con il tennis? Semplice, il n.1 nipponico Kei Nishikori ha messo in dubbio la sua presenza nella terra del Dragone per “ordini superiori”. Mah.

Lo scontro Tokio-Pechino (a noi totalmente indifferente) ci permette di fare una bella riflessione sul mondo tennistico della Repubblica Popolare. Una nazione così immensa da sbaragliare il medagliere olimpico ma che non riesce ad esprimere un vero campione, al maschile, con la racchetta.

Vogliamo darvi qualche numero.

Il tennis è lo sport più trasmesso in tv dopo il calcio europeo e il basket. Sono visibili quasi 600 ore di partite in oltre 330 milioni di case. I campi da tennis sparsi per il Paese sono 65.000, con una crescita annua del 15%. Presenta due tappe importanti per uomini e donne: Pechino e Shanghai.

Perché se emergono nel nuoto, nella pallavolo, nel tiro al bersaglio, nell’atletica, nella gara di sabbia della pista da biglie non ce la fanno con il tennis? Due le risposte principali.

I soldi sono tanti ma sono utilizzati per l’estero. Montepremi importanti e impianti ultra moderni per accogliere i campioni stranieri, non per “allenare” i propri giocatori.

Donne preferite agli uomini. Na Li è tra le top ten, il migliore “tra i pantaloncini” è Di Wu, 156simo. Si pensò che per le Olimpiadi di Pechino le atlete fossero più avanti degli uomini per la conquista di una medaglia e, dal 2008 o forse anche prima, sovvenzionarono e aiutarono le giocatrici. L’ex n.1 locale Zhang Ze sbottò “pensano solo a loro”. Ricordava Michael Douglas in ‘Proposta Indecente’.

Ci auguriamo che dalle pianure del Fiume Giallo possa nascere un giocatore animato dalla voglia di primeggiare senza essere costruito a tavolino da burocrati della nomenclatura.