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Sposi colorati

Pubblicato il 29 luglio 2012

Regola non scritta per tutte le donne che si presentano a un matrimonio, soprattutto quello della loro amica d’infanzia: mai vestirsi di bianco. Il “candido colore” è appannaggio della sposa. Deve essere lei la dama più vista, riconoscibile e spensierata. E’ il suo Grande giorno.

La tradizione (del matrimonio) è sempre più lontana. Spose in viola acceso o rosso fuoco avrebbero fatto impallidire le nostre nonne. Ma anche sposi in bianco con cravatta oro (kitsch da morire) non sono più così rari. E’ la rivoluzione-pop.

Solo una tradizione in bianco continuava ad essere tale: Wimbledon. Nonostante la lunga vecchiaia, 100 e più anni, per accedere agli All England, sia per un campione incompreso che per una giovane promessa proveniente dall’est Europa, il bianco era d’obbligo. Dai calzini fino alla maglietta. Siamo a Londra, le tradizioni hanno la loro importanza.

Freddy Perry&Co. (marchio registrato, ovvero “i grandi campioni”) avranno sobbalzato nel vedere gli ultimi trionfatori dei ciuffi d’erba – Serena Williams e Sir Roger – vestiti rispettivamente di blu notte e rosso-bagnino Baywatch. Che succede!?
Ecco spiegato l’arcano dilemma: siamo alle Olimpiadi, i terreni verdi di “Sua Maestà Il Tennis” sono in comodato d’uso gratuito. Quindi niente tradizioni, liberi tutti.

Non solo dentro il campo, ma anche sugli spalti. I parrucconi in doppio petto hanno dovuto lasciare il seggiolino a giovani scalmanati tifosi. La cattedrale del Centrale ha le stesse regole di Westmister Abbey. O meglio, aveva. Abbiamo visto un gruppo di tifosi con birre-sponsor in mano festeggiare per un punto. Solo un mese fa, nella Wimbledon-delle-tradizioni, tutto questo non sarebbe stato possibile.

Serena Williams, nel commentare la sua partita, ha esemplificato alla perfezione: “più che Wimbledon sembra Hollywood”. E se lo dice lei…
Noi preferiamo questa immagine: come se un bambino piccolo fosse entrato in chiesa urlante durante la celebrazione di una liturgia.
Senza poter essere rimproverato.
Candido lui.