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Frantumazioni di un attimo

Pubblicato il 17 maggio 2012

E’ tempo di crisi. Da quella del debito del Vecchio Continente a quella di Wall Street.
In tempo di crisi bisogna essere parsimoniosi, centellinare ogni spicciolo.

Controllare i propri istinti, anche quelli primordiali.

E’ facile lasciarsi trascinare dalle emozioni, imprecare contro il vento che altera le traiettorie delle palline. Non riuscire a trovare la ‘chiave di volta’ per sconfiggere un ostico spagnolo dall’altra parte della rete.

Così si finisce per rompere una racchetta, lo strumento del lavoro.

Non vogliamo fare la romanzina della mamma a Nole Djokovic che, per sentenziare la sconfitta del primo set contro Juan Monaco, ha deciso di frantumare la sua Head.
Noi che abbiamo giocato capiamo che lei, la racchetta, non ha colpe se il nostro dritto è finito in corridoio. Siamo stati noi! Ma ce la prendiamo con lei. Come quei politici che, una volta saliti al Governo, dicono che la causa di tutti i mali è del precedente esecutivo.

Racchetta cambiata, partita recuperata, vittoria e passaggio del turno. Scuse finali al microfono.
Bravo Nole, molti bimbi ti guardano come esempio.