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Piccoli ghostbuster crescono

Pubblicato il 16 maggio 2012

Quest’anno vestono di grigio. Scattanti (?! Beh Non proprio tutti). Atleti (Beh, possiamo migliorare).

Volenterosi, diligenti, essenziali. Fondamentali.

Signori e signore, ladies&gentlemen: i raccattapalle.

Spendiamo una parola anche per questi ragazzi.

Chi chinato vicino alla rete, chi in piedi al fianco del giudice di linea. Anche i loro piedi lasciano tracce sulla terra rossa. Come le orme di un piccolo castoro sulla neve.

Ne abbiamo scovati di meravigliosi e – vi assicuriamo – non è per nulla facile. Certo, anche loro sognano “Il Centrale” o “Il Pietrangeli” ma, senza di loro, anche una non nobile partita tra un futuro talento lituano e un attempato colombiano al campo 7 non potrebbe continuare.

Perché i tennisti sono così: vogliono il campo pulito e lindo. Senza piccoli granuli di polvere (alias, le palline). E così arrivano loro, i raccatapalle.

Veloci come dei ghostbusters (ma non ditelo a Ivan Reitman altrimenti ci fa la 4a puntata della saga e Tom Hanks deve rivestirsi da netturbino) liberano tutto in un attimo. Punto dopo punto. L’immagine più bella? Quando un giocatore alla battuta chiede una pallina e loro aprono braccia e mani per dire “non ne ho più”. Negli occhi di qualche ragazzo abbiamo rubato lo sguardo tipo “non sono stato io a rubare la Nutella”.

Un ghostbuster-grigio, però, forse un po’ di Nutella ne aveva mangiata…

Ma c’è tempo per pensare alla dieta mediterranea senza carboidrati.

Ora è tempo di raccogliere.

Palla!

 

 

Foto: Verdiana Proietti