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Una matita scrive Alisa

Pubblicato il 8 marzo 2012

Il campo non aveva il profumo dell’erba umida o il calore della terra rossa. Il campo è stato il suo corpo. L’avversario non era classificato nei ranking, non aveva vinto nessun Roland Garros. Nemmeno Wimbledon. Ma era temibile. Da una parte lei, Alisa Kleybanova, la nuova promessa del tennis russo arrivata a contendere la semifinale di Melbourne 2011 alla futura vincitrice Kim Clijsters. Dall’altra “lui”, il linfoma di Hodgkin. Alisa Kleybanova vs Hodgkin's Lymphoma. 12 mesi di lotta e speranza per una passione – la vita – che viene prima di una racchetta da tennis, di una pallina che rotola, del sudore della pelle. Una passione che ti vuol portare a rigustare il sapore della folla, l’urlo dopo un passante vincente, le lacrime di una sconfitta. Alisa è passata dal suo apice, lo scorso febbraio quando si era issata tra le prime venti giocatrici del mondo, all’abisso della malattia. 

 

Un silenzio lungo 12 mesi fatto di cure, in Italia, tra Roma e Perugia. Rotto da un annuncio semplice ma rumoroso: sono pronta, sono tornata. Nel tabellone del torneo di Miami 2012, infatti, compare anche il suo nome. Non importa il ranking (171°sima) e nemmeno i punti (396). L’importante è che una matita abbia scritto Alisa sul cartellone. La curiosità passa anche attraverso il suo blog. Alla voce ‘Previous Match’… il punteggio non lascia dubbi: “Perugia & Rome, Italy: Alisa Kleybanova def Hodgkin's lymphoma 6-0, 6-0” Brava Alisa. Game, set, match.   image credits: robbiesaurus on Flickr